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Gli influencer e la pandemia: come è cambiato il loro ruolo?

06 Luglio 2020
categorie/archivio

(Tempo di lettura: 2 minuti)

 

Come abbiamo visto nei giorni precedenti, l’avvento della pandemia da Covid-19 ha lasciato un segno indelebile nella vita privata, economica e sociale. A subire l’impatto maggiore è stato il mondo di Internet che ha visto l’afflusso di nuovi utenti alla ricerca di svago per passare le giornate durante il lockdown.

Gli influencer, abituati a condividere la propria vita sui canali social, sono stati i protagonisti di questo periodo storico intrattenendo un pubblico variegato e diventando, così, la loro “televisione”. Ognuno ha deciso di affrontare la quarantena a suo modo, c’è chi ha voluto mostrare il suo lato umano condividendo la propria esperienza con i propri utenti, e chi invece ha intrattenuto il suo pubblico con video o dirette streaming dedicati a consigli di bellezza o lanciando nuovi format sponsorizzati dalle aziende con cui collaborano.

Impennata del tempo speso sui social

Questo impegno ha riscontrato un enorme successo che, a sua volta, ha provocato un incremento del tempo di utilizzo delle piattaforme social, del numero di contenuti pubblicati e della risposta attiva del pubblico.
La relazione più attiva tra utenti e influencer ha dato vita a diverse raccolte fondi a supporto della sanità nazionale e di associazioni no-profit dedicate al sociale.

Oltre a interagire con i propri fan e a creare contenuti inediti, il ruolo delle star del web è diventato ancora più importante nella divulgazione sulle regole da mantenere durante la quarantena.

Ma ora, per gli influencer e per le società che investono nelle loro capacità di dialogare con un numero sempre più grande di fan, si affaccia una nuova sfida: quella di accompagnare i propri utenti nella nuova fase e di mantenere attiva l’interazione con il pubblico guadagnato durante il lockdown.

A raccontare questo fenomeno ci ha pensato l’analisi realizzata dalla FLU, agenzia italiana specializzata in influencer marketing. Secondo i dati raccolti le aziende hanno capito che, attraverso gli influencer, riescono a parlare ai consumatori in un modo innovativo e autentico, convincendole così a bloccare la comunicazione commerciale per virare verso una più inclusiva e socialmente responsabile.

Human branding

Le società che in questo periodo storico hanno preferito il silenzio o non hanno modificato il proprio tipo di comunicazione hanno perso una grande occasione. ll mondo della comunicazione aziendale, infatti, si sta muovendo verso l’umanizzazione del brand come elemento fondamentale per un vantaggio sul lungo termine.
Lo “Human branding”, come viene definito, è la trasformazione degli influencer negli ambasciatori, non solo di un prodotto, ma anche di un tipo di comunicazione studiata per creare legami duraturi con il pubblico.

pLAYmARKETING di OSM 1816

Per il futuro sarà sempre più importante per chi elabora campagne marketing pensare al lato umano del consumatore, come già avviene in pLAYmARKETING, la divisione di OSM 1816 specializzata nello sviluppo di strategie marketing dedicate alle aziende. La società, che ha una delle sue sedi all’interno di K-HUB, a Sondrio, aiuta i propri clienti a definire la strategia marketing migliore per la loro attività, svolgere ricerche di mercato, stendere piani operativi efficaci per ottenere visibilità e scegliere i partner giusti per la realizzazione dei prodotti finali.

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